Questa è una delle cose che ripeto più spesso ai genitori.
Il problema raramente sono i bambini.
Il problema sono le aspettative che abbiamo su di loro.
Un neonato che si sveglia di notte non è un problema: è fisiologia.
Un bambino che cerca contatto non è manipolazione: è sviluppo.
Un piccolo che ha bisogno di tempo per separarsi non è “capriccioso”: è relazione.
Lo scriveva anche il pediatra e psicoanalista Donald Winnicott:
“Non esiste il bambino. Esiste il bambino e qualcuno.”
Il sonno, le emozioni, l’autonomia, la sicurezza: tutto nasce dentro una relazione.
Eppure la società ci racconta una storia molto diversa.
Ci racconta che i bambini “bravi” sono quelli che:
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dormono presto
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mangiano da soli
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non fanno scenate
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si adattano velocemente
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sono autonomi prima possibile
In altre parole: bambini efficienti.
Ma l’infanzia non è un processo di efficienza.
È un processo di maturazione.
E la maturazione ha tempi che non si possono accelerare senza pagarne il prezzo.
Genitori che fanno tantissimo per i loro figli — presenza, attenzione, cura — ma si sentono comunque inadeguati.
Perché qualcuno ha detto loro che stanno creando dipendenza.
Perché qualcuno ha detto loro che dovrebbero “staccarsi prima”.
Perché qualcuno ha detto loro che stanno sbagliando.
Così succede che un genitore che risponde ai bisogni del proprio bambino… inizia a dubitare proprio di quella risposta.
E questa è una delle conseguenze più dolorose della disinformazione:
rompe la fiducia tra genitore e bambino.
La verità è che crescere un bambino non è facile.
Non perché i genitori non siano abbastanza bravi.
Ma perché l’essere umano è complesso.
I bambini cambiano continuamente.
Il sonno evolve.
Le emozioni maturano.
L’autonomia si costruisce lentamente.
Non esistono scorciatoie che funzionino per tutti.
Ma esiste qualcosa di molto più potente: la comprensione.
Quando un genitore capisce davvero cosa sta succedendo nel cervello e nel corpo del suo bambino, succede qualcosa di straordinario.
Smette di combattere il bambino.
E inizia a collaborare con il suo sviluppo.
Per questo, in quanto educatrice che lavora accanto alle famiglie da oltre 18 anni, il mio compito è offrirvi gli strumenti per supportare lo sviluppo, non per fare magie che vanno contro la fisiologia e con un prezzo che spesso non viene nemmeno considerato.
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